La suspense secondo Alfred Hitchcock (differenza tra “sorpresa” e “suspense”)

La suspense non dev’essere necessariamente legata alla paura:

Ritorniamo alla telefonista di Easy virtue: sta ascoltando il giovane e la ragazza che non sono mai stati mostrati sullo schermo, mentre parlano di matrimonio. In questo momento la centralinista è piena di suspense, ne è carica: la donna che si trova a un capo della linea accetterà di sposare l’uomo a cui telefona? La centralinista ha provato un senso di sollievo quando la donna ha risposto sì e la sua suspense è terminata (p. 59).

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Raccordi (flashback)

Quando inizia una nuova scena, l’autore ha il compito di spiegare velocemente al lettore chi c’è in scena, dove e quando è ambientata, (se necessario) quanto tempo è trascorso dalla scena precedente e come si collega all’azione precedente. Queste parti esplicative, di transizione da una scena all’altra (perciò dette anche “transizioni”) sono i raccordi.

Molti scrittori spesso usano dettagli dell’ambientazione o delle condizioni climatiche per annunciare un cambiamento di scena. Questo tipo di approccio è efficace, ma non bisogna abusarne. A volte il clima è importante, e può essere usato per creare atmosfera, ma devi chiederti perché stai scrivendo come un meteorologo. Cerca di ampliare il tuo repertorio (p. 168).

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Trasformazione del personaggio

L’arco di trasformazione è il cambiamento che si verifica nei personaggi nel corso di una storia. Un personaggio può avere un arco ascendente o discendente, che spesso finisce per mostrarlo sotto una nuova luce.

Immagina un personaggio che attraversa grandi prove, viene messo di fronte alle proprie debolezze, scopre la forza che c’è in lui, lotta contro i propri pregiudizi e le proprie false credenze, fa riemergere i propri talenti nascosti… e non cambia! Non deve necessariamente migliorare, trionfare, avere successo o anche solo diventare degno di ammirazione, ma se il viaggio è stato difficile e ha pesato sulla vita interiore del personaggio, un qualche cambiamento in lui deve essere avvenuto! (p. 30).

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Finale

I finali sono ritenuti più problematici degli inizi, in quanto sono il luogo in cui tutti i conti del romanzo devono quadrare (mentre all’inizio il lettore è disposto ad ascoltare praticamente di tutto).

Nella maggior parte degli scritti, il finale deve rispondere a domande e quesiti presentati all’inizio. Il legame che unisce un inizio e un finale può essere abbastanza stretto (p. 101).

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McGuffin

Il McGuffin è un espediente, usato in narrativa e più spesso al cinema, per cui l’attenzione del lettore o dello spettatore viene spostata su un’azione, un oggetto o un’informazione che non ha altro scopo che portare avanti la storia.

Anche se il lettore è interessato al McGuffin, e se l’intera storia può essere costruita intorno a esso, il McGuffin non è la storia, in quanto non causa o spiega la conclusione. È solo un espediente per deviare l’attenzione. Una volta che il McGuffin è introdotto nella storia, il lettore crederà nella sua importanza perché i personaggi ci credono per primi. Nel frattempo, la vera trama può svilupparsi (p. 135).

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Aggettivi e avverbi

«Gli avverbi non sono tuoi amici» dice Stephen King in On Writing. Vale anche per gli aggettivi. Limitarne l’uso è una buona prassi che ha validità generale.

È bene limitare soprattutto l’uso degli aggettivi: abusarne è tipico dei principianti. In tutte le tue frasi, i nomi e i verbi sono le parole più importanti, e sono loro, non gli aggettivi, a dover fare la differenza. Nomi precisi ed efficaci rendono le frasi chiare e suggestive, mentre i verbi sono i motori che sospingono la storia, o viceversa la fanno zoppicare (p. 119).

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Sottotrame (subplot)

Le sottotrame sono storie secondarie integrate in quella principale, la quale può risultarne contrastata o rafforzata; oppure, semplicemente, creano distrazione (nel senso di arricchimento e di movimento).

Queste sottotrame contengono un inizio, una parte centrale e una conclusione, e supportano la crescita emotiva del protagonista, approfondiscono l’azione e riflettono il senso del tema. Le sottotrame possono essere incentrate sui protagonisti, al di fuori della trama principale, o sui personaggi secondari. Possono durare quanto la trama principale ed essere risolte nelle vicinanze del climax, o possono essere molto più brevi. In linea generale, i racconti non contengono sottotrame, mentre i romanzi ne possono avere da una a quattro, o anche di più, a seconda della trama. I romanzi senza sottotrame finiscono per sembrare dei racconti lunghi senza approfondimenti nelle vite dei personaggi (p. 106).

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Ambientazione

L’ambientazione è uno dei 3 pilatri della narrativa (gli altri due sono la trama e i personaggi). Di seguito, alcuni elementi che compongono l’ambientazione:

  • località (nazione, regione, provincia, città, quartiere, via, casa, fattoria, isola…)
  • periodo dell’anno
  • ora del giorno
  • atmosfera e stato d’animo (i personaggi e gli eventi sono influenzati dal tempo)
  • clima
  • geografia fisica
  • antropizzazione (l’ambiente è sempre più o meno modificato dall’uomo, in maniera più o meno vistosa e influente sulla storia)
  • epoca storica
  • contesto sociale, politico e culturale
  • popolazione (affine, per densità e tipo, al profilo geografico delineato)
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Prologo

Un prologo è un’introduzione che differisce dal resto della storia per tempo, spazio, o punto di vista (o tutti e tre assieme) e crea attese e curiosità per gli eventi futuri. Ecco alcuni dei motivi per cui si potrebbe decidere di usare un prologo:

  • trascinare il lettore in alcuni aspetti cruciali e accendere la sua immaginazione
  • introdurre fatti essenziali del passato o del futuro dei protagonisti
  • introdurre informazioni ed eventi fuori dalla sequenza lineare della storia
  • creare atmosfera e stato d’animo
  • creare una domanda che necessita di una risposta (ricordi quello che ci siamo detti a proposito della DDP?)
  • introdurre le regole del mondo fittizio (se si tratta di un romanzo di genere – fantascienza, western, fantasy, horror – ambientato in un mondo le cui regole il lettore ignora)
  • fornire le informazioni da un altro punto di vista
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