Raccordi

Volendo utilizzare per il romanzo la similitudine del viaggio, i raccordi sono gli spostamenti da una tappa alla successiva. I luoghi possono essere molto diversi tra loro e allora il passaggio dall’uno all’altro andrà preparato; se sono molto simili, si dovrà rendere opportunamente la discontinuità.

Un romanzo può essere inteso come una costruzione con due elementi di base: le scene e i raccordi. Le scene sono i pilastri, i nuclei della storia che vogliamo raccontare. I raccordi sono ciò che unisce, collega, traghetta il lettore da una scena all’altra. Le scene sono le perle della nostra collana, i raccordi sono il filo che le tiene unite. È importante che le perle siano di valore, ma è altrettanto importante che stiano bene legate l’una all’altra. I raccordi sono anelli che collegano le scene e diluiscono ciò che succede, danno respiro al lettore dopo aver affrontato una scena e prima di affrontarne un’altra. Sono i corridoi tra una stanza e l’altra (p. 434).

I raccordi svolgono la funzione fondamentale di colmare i vuoti temporali fra il momento in cui si conclude una scena e l’inizio della successiva. Poiché il tempo del romanzo dovrebbe in generale emergere come continuo, in modo da non provocare nel lettore lo spaesamento dovuto alle domande: “Che cosa è successo nel frattempo? Lui dove stava? Cosa hanno fatto?”, i raccordi sono il luogo fondamentale in cui le scene e i loro accadimenti vengono collegati in maniera che la narrazione risulti, in ogni punto, “piena”.

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