Sottotrame (subplot)

Le sottotrame sono storie secondarie integrate in quella principale, la quale può risultarne contrastata o rafforzata; oppure, semplicemente, creano distrazione (nel senso di arricchimento e di movimento).

Queste sottotrame contengono un inizio, una parte centrale e una conclusione, e supportano la crescita emotiva del protagonista, approfondiscono l’azione e riflettono il senso del tema. Le sottotrame possono essere incentrate sui protagonisti, al di fuori della trama principale, o sui personaggi secondari. Possono durare quanto la trama principale ed essere risolte nelle vicinanze del climax, o possono essere molto più brevi. In linea generale, i racconti non contengono sottotrame, mentre i romanzi ne possono avere da una a quattro, o anche di più, a seconda della trama. I romanzi senza sottotrame finiscono per sembrare dei racconti lunghi senza approfondimenti nelle vite dei personaggi (p. 106).

Ecco alcuni dei motivi per cui è conveniente usare le sottotrame:

  • dimostrare che la vita del protagonista e il suo mondo sono complessi e ricchi
  • arricchire la storia di due o tre personaggi che rivelino aspetti del protagonista che non emergono dalla trama principale
  • tenere alto il ritmo dando respiro alla trama principale
  • introdurre momenti di alleggerimento comico o ironico
  • introdurre complicazioni, problemi o decisioni da prendere
  • rivelare i cambiamenti del protagonista
  • aggiungere verosimiglianza al mondo fittizio della trama e illustrare il contesto sociale

Verifica: se la sottotrama può essere eliminata senza creare un buco nella storia, allora non è necessaria. In altre parole: una sottotrama, come ogni altro elemento, deve integrarsi nella storia dimodoché, eliminandola, le cose non si tengano più bene insieme allo stesso modo.

Precisazione: la sottotrama deve influire sull’intreccio principale in cui opera l’eroe, altrimenti non avrebbe motivo di esserci; se non gli fa da supporto, avrai due trame simultanee che, per quanto possano risultare interessanti per il pubblico, fanno sembrare l’intreccio principale troppo lungo (J. Truby, Anatomia di una storia, p. 180).

Ulteriore precisazione: Il personaggio della sottotrama in genere non è l’alleato. I due hanno infatti funzioni narrative distinte: l’alleato aiuta l’eroe nell’intreccio principale; il personaggio del subplot, invece, conduce l’azione in un secondo intreccio collegato a quello principale (J. Truby, Anatomia di una storia, p. 180).

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