“La prima impressione è quella conta”. Può sembrare eccessivo, ma non di molto: spesso la prima impressione coincide con l’ultima e le prime parole di uno scrittore sono determinanti nel presentare lui e il suo romanzo al lettore, che non ci metterà molto a decidere se andare avanti nella lettura o lasciar perdere. In generale, i primi capoversi hanno il compito di accendere la curiosità ed è importante che ciò avvenga con la massima rapidità possibile.
Di seguito, alcun modi per iniziare una storia:

- Ambientazione: è un tipo di inizio che genera grandi aspettative nel lettore, che sa subito dove siamo e forse anche in compagnia di chi; ma non ha ancora idea di dove si andrà a parare.
- Idee: aprire la storia con un’idea può essere rischioso, perché il pezzo potrebbe sembrare troppo freddo, intellettuale.
- Sensazioni forti: un ottimo modo per coinvolgere direttamente il lettore, anche se c’è il rischio di generare un sovraccarico iniziale non compensato dal seguito: sei sicuro che il resto del romanzo riesca a mantenersi allo stesso livello, come il lettore si aspetta?
- Desiderio: nulla è più efficace dell’espressione di un desiderio in prima pagina. Simmetricamente, è altrettanto efficace aprire la storia mostrando ciò di cui un personaggio ha paura.
- Azioni: il movimento è ciò che i nostri occhi colgono più velocemente; cominciare la storia presentando un’azione permette di catturare l’attenzione del lettore fin da subito.
- Sesso: le immagini attinenti al sesso eccitano alcuni lettori e ne annoiano altri. Potrebbe funzionare; si rischia tuttavia di apparire dozzinali.
- Oggetto simbolico: se apri la storia descrivendo un oggetto, automaticamente i lettori tenderanno a considerarlo un simbolo e a chiedersi: “Che cosa significa?” Attrae subito l’attenzione e può essere molto efficace.
- Ritratto di un personaggio: sistema classico, che ha l’unico svantaggio di ritardare l’azione.
- Domanda: è uno dei modi più forti per catturare il lettore e invogliarlo a proseguire la lettura verso la risposta.
- Viaggio: metodo ottimo, nel quale personaggio e lettore condividono la stessa esperienza di arrivare come stranieri in un luogo. Espediente, purtroppo, abusato.
- Pensieri di un personaggio: siamo proiettati nella mente del personaggio, il luogo in cui ogni lettore vorrebbe probabilmente essere. Ha però uno svantaggio: i pensieri appaiono astratti, non vediamo nient’altro.


