L’ambientazione è uno dei 3 pilatri della narrativa (gli altri due sono la trama e i personaggi). Di seguito, alcuni elementi che compongono l’ambientazione:
- località (nazione, regione, provincia, città, quartiere, via, casa, fattoria, isola…)
- periodo dell’anno
- ora del giorno
- atmosfera e stato d’animo (i personaggi e gli eventi sono influenzati dal tempo)
- clima
- geografia fisica
- antropizzazione (l’ambiente è sempre più o meno modificato dall’uomo, in maniera più o meno vistosa e influente sulla storia)
- epoca storica
- contesto sociale, politico e culturale
- popolazione (affine, per densità e tipo, al profilo geografico delineato)

L’ambientazione dev’essere affine al genere scelto (un fantasy è diverso da un western) e indirizzata a suscitare nel lettore l’effetto desiderato.
Qualche consiglio per creare l’ambientazione:
- usare dettagli non statici per caratterizzare l’ambientazione permette di farla evolvere secondo le esigenze della storia (si pensi a un prato dapprima gelato, poi rigoglioso e infine incolto perché abbandonato)
- gli odori non si vedono, ma possono caratterizzare l’ambiente in modo molto forte
- similmente, anche la luce non si vede, ma quella invernale è diversa da quella estiva, e quella che filtra attraverso delle assi di legno è diversa da quella di uno spazio aperto
- descrivere l’ambiente attraverso la percezione di un personaggio in movimento può dare un tocco di dinamismo
- non caratterizzare l’ambientazione sempre nello stesso modo: cominciare sempre col clima, o con la descrizione del luogo finisce per diventare prevedibile e noioso
- cerca di essere specifico (meglio “labrador” che “cane”) ma non tecnico fino all’incomprensibile


