… si può eliminare dal testo il TELL iniziale
La cucina era piena di una luce grigia che arrivava dall’unica finestra chiusa, all’altezza del lavello. La luce di ogni mattina, da parecchio tempo.
Lui la aggredì. «Hai detto che mi avresti restituito quei soldi – disse, mentre un lampo si fece strada in un attimo all’interno, riempiendo la camera di chiarore e di presagio. – Ma non l’hai fatto. Neanche oggi».
Era un uomo alto ma privo di nerbo, di quelli che a vederli pensi subito che potrebbero spezzarsi con un semplice passo di troppo. In piedi sulla soglia, nel suo completo grigio che teneva a qualunque ora del giorno, anche in casa, la guardava di spalle, all’altro capo della stanza. Tutti danno importanza ai soldi, chi più chi meno. Ma pochi sono disposti a perdere anche quel che hanno, per recuperarli.
Le tornò in mente il ricordò di quella volta in cui suo padre l’aveva sgridata. «Avevi promesso di pensarci tu – le aveva detto. – Mi hai deluso». Ma lei non se n’era dimenticata; anzi, per tutto il tempo, non aveva fatto altro che pensarci. Non ce n’era stata proprio la possibilità. Ma adesso, detta così, sarebbe sembrata una scusa. Ripensandoci, in seguito, se n’era pentita: se solo avesse avuto la forza di spiegarsi, suo padre l’avrebbe capita.
Allora si difese.
«La giornata di oggi non è ancora finita», disse, inarcando la schiena con uno scatto, come fanno certi cani al sentore del pericolo. Lasciò scivolare il piatto che stava lavando sotto il pelo della schiuma d’acqua e detersivo e appoggiò la spugnetta sul bordo d’acciaio. Cominciò a sudare istantaneamente, nonostante facesse freddo fuori, lo percepiva attraverso la finestra.
Il telefono suonò con quel suo trillo allegro che sembrava dovesse comunicare ogni volta chi sa quale buona notizia. Non accadeva mai. Fuori annuvolava e la luce nella stanza si fece ancora più grigia. Le cose sbiadivano alla vista, come se stessero perdendo consistenza.
Lui fece uno starnuto così forte che lo lasciò intontito per diversi secondi. Quando si riprese, andò verso il centro della stanza, scostò una sedia dal tavolo, la girò verso di sé e ci si sedette, a gambe divaricate, con le braccia appoggiate alla spalliera.
Lei capì che non aveva nessuna intenzione di finirla lì; sarebbe finita solo quando l’avesse stabilito lui. Era sempre andata così. “Ma non questa volta”, pensò. “Non questa volta”.
Si asciugò le mani con uno straccio, poi si voltò verso di lui. L’occhio le cadde sul coltello da pane, appena riposto. Poi gli disse:
«Quei soldi non ci sono più. Lo sai anche tu. E sai anche che io non li ho spesi. – Fece una pausa. – Non mi chiedi a chi li ho dati?»

[Lei si voltò e disse che quei soldi non li aveva più perché li aveva dati a qualcun altro.]
