Finale

I finali sono ritenuti più problematici degli inizi, in quanto sono il luogo in cui tutti i conti del romanzo devono quadrare (mentre all’inizio il lettore è disposto ad ascoltare praticamente di tutto).

Nella maggior parte degli scritti, il finale deve rispondere a domande e quesiti presentati all’inizio. Il legame che unisce un inizio e un finale può essere abbastanza stretto (p. 101).

I finali possono essere di diversi tipi. Eccone alcuni:

  • finale circolare (in cui il primo paragrafo è praticamente uguale all’ultimo)
  • riassunto conclusivo (che conferisce alla narrazione un che di fiabesco)
  • finale aperto (simmetrico all’inizio in medias res), con uscita dalla storia mentre l’azione è ancora in corso

Qualunque sia il tipo di finale che hai in mente per il tuo romanzo, ricorda che si tratta di ciò che rimarrà al lettore come ultima impressione. Che sia dunque un discorso astratto, o un’immagine suggestiva, è importante che l’impatto sia efficace.

In più, è importante ricordare che, pur volendo regalare al lettore un finale entusiasmante, non bisogna eccedere: il finale dev’essere coerente con il tenore generale della storia. Un finale eccessivo non sembrerà emozionante, ma fuori luogo.

Alcuni suggerimenti per chiudere il romanzo in modo che il lettore sia dispiaciuto di abbandonarlo:

  • costringi il protagonista a comportarsi in modi che spaventano il lettore (affrontando l’antagonista vis-à-vis, correndo dentro un edificio in fiamme, sfuggendo alle trappole di un assassino…
  • fa’ fare al protagonista qualcosa di difficile per lui (chiudere un matrimonio infelice, cambiare vita, confrontarsi con il proprio passato): questo permetterà al lettore di vedere il personaggio e tutta la storia sotto una nuova luce
  • contieni il finale in una singola scena: questo accrescerà la tensione, evitando che la suspense si disperda
  • una volta che hai risposto alla DDP, hai chiuso le sottotrame e hai risolto il conflitto fondamentale, chiudi la storia nel modo più veloce e delicato possibile

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