Si scrive sempre anche per se stesi. La domanda in realtà significa: si può scrivere solo per se stessi, cioè per il solo piacere di scrivere e magari di rileggersi, senza magari nemmeno immaginare un lettore?
Questo, lettore, è un libro sincero. Ti avverte fin dall’inizio che non mi sono proposto, on esso, alcun fine, se non domestico e privato. Non ho tenuto in alcuna considerazione né il tuo vantaggio, né la mia gloria.
Così Michel de Montaigne apre i suoi celeberrimi Saggi. Non senza precisare che essi sono dedicati «alla privata utilità dei miei parenti e amici». Quindi lui non immagina un “pubblico”; ma dei lettori, sì.

