Si può scrivere per se stessi? – I dubbi dello scrittore #12

Si scrive sempre anche per se stesi. La domanda in realtà significa: si può scrivere solo per se stessi, cioè per il solo piacere di scrivere e magari di rileggersi, senza magari nemmeno immaginare un lettore?

Questo, lettore, è un libro sincero. Ti avverte fin dall’inizio che non mi sono proposto, on esso, alcun fine, se non domestico e privato. Non ho tenuto in alcuna considerazione né il tuo vantaggio, né la mia gloria.

Così Michel de Montaigne apre i suoi celeberrimi Saggi. Non senza precisare che essi sono dedicati «alla privata utilità dei miei parenti e amici». Quindi lui non immagina un “pubblico”; ma dei lettori, sì.

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Genere e sottotesto

Ci sono generi che naturalmente portano on sé un corollario di sottotesto: il genere horror, ad es., che deve fare paura, dove è previsto che ci siano rumori spaventosi e mostri che minacciano di uccidere o divorare l’eroe o l’eroina. Tuttavia a volte quel mostro che minaccia l’intera città rappresenta ben più di un semplice mostro:

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