Ritmo e velocità definiscono il modo in cui si sviluppano gli eventi narrati:
Controllando questi elementi, oltre al coinvolgimento del lettore, si controllano lo scorrere del tempo, le azioni dei personaggi e gli effetti del tempo sugli eventi (p. 70).
La percezione del tempo da parte del lettore dev’essere nitida e non discontinua:

I lettori “abitano” le storie, notte e giorno, e le descrizioni sono importanti per farli ambientare al meglio (p. 72).
Se, da un lato, l’esigenza di catturare l’attenzione del lettore comporta quella di aumentare il ritmo, dall’altro non è meno importante quella di stupire il lettore con imprevisti e ostacoli che, di fatto, il ritmo lo rallentano, riportando anzi indietro il destino dei personaggi. Va trovato l’equilibrio ottimale per il romanzo:
I protagonisti devono fallire, commettere errori, subire dei danni, rischiare la vita. Se un protagonista è infallibile, la storia è troppo prevedibile. I problemi e i fallimenti rallentano la storia e aumentano la suspense allo stesso tempo (p. 73).
Ancora a proposito della continuità temporale:
Il romanziere Anthony Trollope una volta disse che ogni personaggio deve invecchiare di un mese se è passato un mese… (p. 74).


