L’antefatto (o backstory) è ciò che è accaduto al personaggio fino a un attimo prima che la storia prenda inizio. (Il ghost è un particolare tipo di antefatto).

Un personaggio merge dall’insieme dei suoi dialoghi, dei suoi gesti, delle sue azioni nel qui e ora del tempo della narrazione ma anche dalla sua backstory. Quale evento del suo passato influenza il presente? Quale parte della sua storia personale è importante che il lettore conosca, e cosa di questo finisce nel testo? Cosa, invece, può essere dato per scontato oppure sottinteso o addirittura nascosto in modo da rendere più profonda, misteriosa e interessante la sua storia?
Va da sé che non tutte le cognizioni sul passato del personaggio finiranno sulla pagina scritta: alcune di queste informeranno i suoi gesti, le sue parole o i suoi pensieri e diventeranno sottotesto; la maggior parte di esse rimarrà sommersa come l’iceberg sotto la sua puta visibile (questa immagine, di Hemingway, è insuperata). Uno degli elementi tipicamente da mostrare è tuttavia è il talento o l’abilità speciale del personaggio, ciò in cui è bravo magari fino ad eccellere: la lotta libera, la chitarra, il teatro, la scalata. Non solo perché di queste abilità ci si potrà servire per risolvere un problema (o per crearne uno); ma anche perché è importante che ciò contribuisca a dare statura al personaggio, e ciò va fatto mostrando la fatica (e magari il dolore) attraverso il quale è dovuto passare per arrivarci.
D’altro canto, esse contribuiranno a dare complessità al personaggio, oltre che statura: uno scalatore potrà essere d’aiuto nel soccorrere qualcuno rimato intrappolato in alta montagna.


