Una semplice descrizione dei diversi angoli di ripresa può aiutarci a immaginare come usare la nostra “telecamera verbale” per ottenere effetti diversi:

- Vista aerea. Lo scrittore guarda il mondo dall’alto, come dalla cima di un grattacielo o di un dirigibile.
- Inquadratura d’ambientazione. Lo scrittore si tiene indietro per catturare l’ambientazione nella quale si svolge l’azione, descrivendo il mondo in cui il lettore sta per fare il suo ingresso, e a volte stabilendo il tono della storia.
- Mezza distanza. La camera si sposta più vicina all’azione, abbastanza vicina da vedere i personaggi principali nella loro interazione. Questa è la distanza comune alla maggior parte delle storie scritte per i giornali.
- Primo piano. La camera si posiziona davanti al soggetto, abbastanza vicina da distinguere la paura, il terrore, la tristezza, l’ironia, l’intero ventaglio delle emozioni.
- Primissimo piano. Lo scrittore si concentra su un dettaglio importante che da lontano sarebbe rimasto invisibile: l’anello rosa sul dito del gangster, la data cerchiata sul calendario, la lattina di birra sul cofano della macchina della polizia (pp. 112-113).


