L’idea (che Truby chiama “premessa drammaturgica”; termine che preferiamo evitare, perché crea confusione con il concetto di premessa, che è tutt’altra cosa) è la tua storia condensata in una sola frase. Ricordi quando il produttore – nei Protagonisti di Robert Altman – chiede al candidato di sintetizzare la sua idea in 25 parole? Ecco, è quella.
La premessa drammaturgica è la combinazione più semplice di trama e personaggio, e consiste in genere in un evento che dà l’avvio all’azione seguito da una descrizione sommaria del protagonista e dell’esito della storia (p. 16).

Esempi semplici:
- Il padrino: Il figlio minore di una famiglia mafiosa si vendica di coloro che hanno sparato a suo padre e diventa il nuovo padrino.
- Guerre stellari: Una principessa è in pericolo di vita, e un giovane si serve della propria abilità di guerriero per salvarla e sconfiggere così le forze del male rappresentate dall’impero galattico.
Perché una storia abbia successo, è fondamentale che abbia una buona premessa drammaturgica: quella lampada che ti si accende nella mente e che ti fa dire «Questa è proprio una grande idea per una storia», e l’entusiasmo che ne consegue ti spinge a dedicare mesi o perfino anni al lavoro di stesura (p. 17).
Ma c’è di più:
Dalla premessa drammaturgica dipenderanno poi tutte le decisioni che prenderai durante il processo di scrittura. Potresti essere bravissimo nel creare personaggi o nell’elaborare trame e dialoghi bellissimi, ma se la tua premessa drammaturgica è debole non potrai fare più niente per la tua storia (p. 17).


