La forma attiva, in cui qualcuno fa qualcosa, è in generale più gradevole della forma passiva, in cui qualcuno subisce qualcosa. Sono le decisioni e le azioni dei personaggi il motore della storia; non gli eventi. Non il terremoto cattura il lettore e lo spinge a leggere un’altra pagina, ma la reazione del personaggio al terremoto, ciò che questi si determina a fare dopo aver subito la sciagura.

Come ogni regola, anche questa ha un’eccezione: la forma passiva è usata a proposito quando il soggetto (colui che di solito agisce) sia oggetto di qualcosa (ad esempio di un giudizio altrui):
la letteratura di genere è molto sottovalutata
Intendiamoci: la forma passiva non è intrinsecamente sgradevole, e men che meno è sbagliata. Tende tuttavia a catturare meno l’interesse, rispetto a quella attiva. Per questo motivo si consiglia, in generale, di usare termini animati, quando possibile, anziché termini inanimati, come ad esempio:
operai invece che classe operaia
ballerini invece che corpo di ballo
È facile riscontrare che il termine concreto (operai, quelli in carne e ossa) attira una maggiore partecipazione:
le condizioni degli operai è più immediato e tangibile di le condizioni della classe operaia
D’altro canto, in una trattazione più astratta, una scelta diversa potrà essere preferibile:
le caratteristiche della classe operaia vanno illustrate secondo lo schema…
A volte l’attività viene espressa assegnando caratteristiche antropomorfiche a oggetti inanimati:
la luna vanitosa
il sole benigno
o rendendo autonome e semoventi parti del corpo:
la mano sinistra di Antonio si alzò per colpire…
il tendine, troppo teso, gli suggerì di lasciar perdere
il suo cervello decise che era ora di darsi una mossa
o ancora ponendo sullo stesso piano cose e persone relativamente a un ambito specifico, dicendo ad esempio:
il collega a tre luci del vigile per intendere il semaforo
l’aiuto-chef da tavolo per intendere l’impastatrice
Si noti che la luna non è davvero vanitosa, né il tendine dà suggerimenti, né il semaforo è veramente collega del vigile urbano: un lettore più sensibile potrebbe inciampare in espressioni come queste, soprattutto quando la spinta antropomorfica sia particolarmente ardita. Ed è importante far attenzione ai cliché: molte di queste espressioni (è il caso ad esempio della luna vanitosa e del sole benigno) sono abusate e restituiscono immediatamente un senso di ottocentesco che potrebbe stonare in uno scritto dallo stile moderno. In caso di dubbio, è sempre possibile ricorrere a forme più piane:
Antonio alzò la mano sinistra per colpire…
decise che era ora di darsi una mossa
D’altro canto, questo tipo di umanizzazione della natura è ormai abbastanza diffuso e consolidato da poter essere usato tranquillamente, tanto in narrativa quanto in saggistica. Nessuno si sorprenderebbe nel leggere, in un articolo di cronaca, un’espressione come:
la pistola ha fatto fuoco
che non pone nessun problema di comprensione e avrebbe al più il difetto di essere un cliché (ma questo lo approfondiremo nel seguito).


