Non esiste un limite al numero di personaggi che è possibile inserire in un romanzo. Può però essere difficile gestirne l’insieme, quando il loro numero comincia ad aumentare. Soprattutto per il lettore, costretto a ricordare nomi, facce e attitudini di così tante persone. Di seguito, alcuni consigli al riguardo.

In primo luogo: è davvero necessario inserire così tanti personaggi? È vero che Biancaneve senza i sette nani sarebbe poca cosa (e sarebbe poca cosa anche con un solo nano o due). Tuttavia… devono davvero essere 9 i coinquilini che Janet deve incontrare prima di poter prendere la camera in subaffitto?
La decisione spetta all’autore. Semplificare, come chiarire, va a tuto vantaggio del lettore (cioè del romanzo). Ma se si reputa necessario gestire una gran quantità di personaggi (ad es. i 9 coinquilini potenziali), ecco alcuni trucchi per aiutare il lettore a memorizzarne le caratteristiche.
- introduci i personaggi in relazione al protagonista: non farne solo una descrizione, non limitarti solo a una battuta; fa’ che interagiscano con il protagonista in modo che ognuno di loro possa essere ricordato come quello-che-ha-fatto-quella-cosa (che si comportato in un certo modo, che ha risposto in quel modo…);
- crea le loro storie: caratterizza il loro primo incontro raccontando qualche dettaglio memorabile della loro storia: il debito che li sta attanagliando, le grane con la polizia… quando rientreranno in scena, il dettaglio di quelle circostanze riemergerà insieme a loro facilitandone il ricordo.
- evita le “liste della spesa”: evita cioè di presentare tutti allo stesso modo, nello stesso luogo nello stesso momento.
- metti un’etichetta: può essere un soprannome, o un dettaglio significativo o meglio ancora rivelatore, una caratteristica fisica, un oggetto, un soprannome, un tic verbale…
Ricorda in ogni caso che non è necessario fare in modo che il lettore ricordi tutti i nomi dei personaggi: per molti personaggi secondari, alcuni dei quali magari compaiono per pochissimo tempo, se non addirittura una volta sola, il ricordo del nome o delle caratteristiche o dell’antefatto è dispensabile (pp. 42-45).


