Visita alla morte

Verso la fine della storia, il conflitto tra l’eroe e l’avversario si intensifica a tal punto che la pressione sull’eroe diventa quasi insostenibile. Egli si ritrova con sempre meno alternative, e spesso lo spazio in cui si trova a operare si restringe, e alla fine si trova costretto ad attraversare un passaggio angusto o a subire il fuoco incrociato (durante il quale piovono attacchi da ogni direzione).

Questo è anche il momento in cui l’eroe compie la sua “visita alla morte”. Nelle narrazioni mitologiche, l’eroe scende nell’oltretomba e conosce il proprio futuro nel regno dei morti. In storie più moderne, la visita alla morte avviene nella psiche del protagonista: l’eroe prende coscienza all’improvviso della propria mortalità, ossia del fatto che la vita ha un limite e potrebbe finire anche in questo momento. Si potrebbe pensare che questa presa di coscienza lo induca a rifuggire lo scontro, per timore della morte; invece essa lo sprona ancora di più a combattere, perché pensa: “Per poter dare un senso alla mia vita, devo difendere i principi in cui credo; ed è giunto il momento di farlo”. La visita alla morte è quindi un momento di verifica da cui spesso scaturisce lo scontro (p. 192).

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