Scenari

Esistono 2 tipi di scenari: quelli naturali e quelli creati dall’uomo.

Scenari naturali

Ogni scenario comunica al lettore una moltitudine di significati. Conoscere il significato legato a luoghi come il fiume, la pianura, l’isola aiuta a comprendere quale esprime al meglio la propria linea narrativa.

  • L’oceano. Nell’immaginazione umana, l’oceano si divide in due luoghi distinti: la superficie e gli abissi. La superficie dell’oceano è il più grande scenario bidimensionale, una tavola piatta che arriva fin dove si spinge l’occhio umano. Ciò la rende un luogo astratto e al contempo naturale ch enfatizza il concetto di competizione, una partita fra la vita e la morte giocata su vasta scala. Gli abissi oceanici sono invece il più vasto scenario tridimensionale, dove le creature sono prive di peso e possono abitare tutti i livelli. Le profondità oceaniche sono un terribile cimitero, un’enorme forza impersonale che afferra tutto ciò che si trova in superficie per trascinarlo giù nelle tenebre senza fondo. L’oceano è l’ampia caverna dove le civiltà passate, le creature preistoriche, i segreti antichi e i vecchi tesori sono stati fagocitati e ora giacciono in attesa che qualcuno li scopra.
  • Lo spazio interstellare. È “l’oceano là fuori”, un nulla buio e infinito che nasconde una varietà illimitata d’altri mondi. È quindi un luogo in cui l’avventura non ha fine. Nella fase storica in cui siamo e con lo sviluppo narrativo che abbiamo raggiunto, lo spazio interstellare è ormai l’unico scenario naturale in cui questo senso di avventura infinita sia ancora avvertibile.
  • La foresta. La sua caratteristica narrativa principale è l’essere una cattedrale naturale: gli alberi alti, con le loro foglie sospese in alto a mo’ di protezione, sembrano vecchi saggi che ci rassicurano che il tempo aggiusterà tutto, qualsiasi cosa accada. Ma vi si accompagna anche un funesto presagio: la foresta è il luogo dove la gente si perde, dove si nascondono i fantasmi del passato, dove i cacciatori inseguono le loro prede, spesso prede umane.
  • La giungla. È lo stato di natura. La prima cosa che evoca è un senso di soffocamento, l’idea di essere afferrati da tutto ciò che ci circonda. La giungla suggerisce al lettore il grande dominio della natura sull’uomo, che in quell’ambiente è ridotto allo stato animale.
  • Il deserto e il ghiaccio. Sono sempre luoghi di morte, in cui perfino le storie fanno fatica a svilupparsi. Il deserto e il ghiaccio appaiono del tutto impersonali nella loro brutalità. Quando ne viene fuori qualcosa di buono, è perché qualcuno dotato di grande forza di volontà vi si è recato per temprarsi e crescere attraverso l’isolamento.
  • L’isola. L’ambientazione ideale per creare una storia in un contesto sociale. Come l’oceano e lo spazio interstellare, anche l’isola è un luogo profondamente astratto e, allo stesso tempo, del tutto naturale. È un universo in miniatura, una piccola porzione di terra circondata dall’acqua. L’isola è per definizione un luogo isolato; è per questo motivo che nelle storie diviene un laboratorio dell’uomo, un paradiso o un inferno solitario, il posto dove si può costruire un mondo speciale e si possono creare e testare nuove forme di vita e di convivenza.
  • La montagna. Il luogo più alto si traduce, in termini umani, nella terra dell’eccellenza, in cui i più forti si recano per mettersi alla prova, in genere tramite l’isolamento, la meditazione, il rifiuto di ogni comodità e il confronto diretto con la natura estrema. La cima del monte è il mondo del filosofo naturale, il grande pensatore che deve comprendere le forze della natura per poter vivere in armonia con loro e talvolta anche controllarle.
  • La pianura. La piatta distesa della pianura è un luogo aperto e accessibile a tutti. Diversamente dalla giungla, che è un luogo opprimente, nella pianura si è completamente liberi. È per questo che nelle storie essa rappresenta l’uguaglianza, la libertà e i diritti dell’uomo comune. Ma questa libertà non è priva di costi e di conflitti. Similmente alla superficie dell’oceano, la sua piattezza evoca astrazione, evidenziando l’idea di competizione e la lotta tra la vita e la morte che vi avrà luogo. in un senso negativo, la pianura viene spesso vista come il luogo in cui vivono i mediocri.
  • ll fiume. È un sentiero, ciò che ne fa la rappresentazione fisica perfetta per le narrazioni mitologiche che si basano sul viaggio. Ma è anche qualcosa di più: è la strada che porta dentro o fuori da un luogo.

Scenari creati dall’uomo

  • La casa. È il primo luogo delimitato ch un individuo incontra nella vita, le cui caratteristiche fisiche condizionano la sua crescita mentale e la serenità della sua vita presente. La casa è la massima espressione dell’intimità. Quando si è piccoli, la propria casa appare sempre calda e accogliente (anche se in seguito si scopre di aver vissuto in un tugurio).
  • Il bar. È una versione della casa, anch’esso può essere molto accogliente, come nella sit-com americana Cin-Cin (Cheers), comunità utopica in cui tutti si conoscono, i clienti abituali siedono sempre al solito posto (come in una famiglia dove i ruoli sono sempre gli stessi: padre, madre, figli), commettono sempre gli stessi e interagiscono sempre in modo eccentrico (dimodoché, anche in uno spazio ristretto dalle possibilità non illimitate, vi sia sempre possibile la novità). Il bar è accogliente perché ogni personaggio, anche quando viene criticato bonariamente, mantiene sempre la possibilità di rimanere uguale a se stesso.
  • La strada. All’opposto della casa c’è la strada. La casa è il luogo in cui cerchiamo calore, in cui viviamo un momento senza tempo di comodità e tranquillità. La strada è invece il richiamo verso il mondo esterno, che ci spinge a esplorare e a cambiare noi stessi.
  • La città. È un luogo così grande da oltrepassare i limiti del microcosmo e diventare opprimente, con le sue migliaia di edifici e i suoi milioni di persone (pp. 104-113).

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