Dialogo “telefonato”

Ecco un esempio di dialogo “telefonato”:

  1. LUI: «Tu non puoi parlarmi così Maria… io sono tuo marito da sei anni e lavoro dalla mattina alla sera alla Standa per un milione al mese!»
  2. LEI: «Invece io ti parlo così, Giovanni, perché stiamo poco insieme visto che anch’io lavoro, ma all’Italsider… e poi ti dimentichi di nostra figlia Teresa…»
  3. LUI: «Ma lei va a scuola, fa la quinta elementare…»
  4. Ecc.

È di tutta evidenza che questo dialogo non è di nessuna verosimiglianza (a meno che i due personaggi non siano parecchio disturbati) e che il suo unico scopo è quello di passare informazioni al lettore. Infatti, i due personaggi sanno bene di essere marito e moglie, di chiamarsi Maria e Giovanni, di avere una figlia di nome Teresa che fa la quinta elementare e di lavorare uno alla Standa e l’altra all’Italsider: non hanno bisogno di dirselo. Un dialogo così inscenato rende esplicita la finzione e il racconto perde così di interesse (pp. 124-125).

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