Conflitto / Collisioni

Per David Howard, docente di sceneggiatura alla University of Southern California, l’unica inviolabile regola della narrazione è «non essere noiosi» (p. 24). Il primo requisito di una storia non noiosa è il conflitto:

Esiste un’unica circostanza drammaturgica di base: qualcuno vuole qualcosa disperatamente e incontra gravi difficoltà a ottenerla. Tale situazione drammatica sta alla base di ogni scena ben scritta e costituisce un importante elemento di ogni storia ben raccontata (p. 13).

Le storie si nutrono dunque delle collisioni tra situazioni stridenti.

Le storie non “accadono semplicemente”. Le storie vengono create da una sorta di collisione tra forze contrastanti. Nelle storie possono verificarsi tre tipi di collisioni: le collisioni con il mondo della storia (il mondo è ostile nei confronti dei personaggi); le collisioni con altri personaggi presenti nel mondo della storia; le collisioni tra diversi aspetti dello stesso personaggio (p. 19).

Le collisioni con il mondo della storia sono quelle tipicamente rappresentate nelle distopie, la cui storia è in genere quella della ribellione a un sistema oppressivo (si pensi a 1984 di George Orwell, o a Vox di Christina Dalcher). Le collisioni con altri personaggi si hanno in tutte le storie che vedono un protagonista contrapporsi a un antagonista (si pensi al melodramma: lui, lei, l’altro). Le collisioni interiori si ritrovano nelle storie in cui un personaggio fa qualcosa che reputa sbagliato in nome di un interesse superiore (come in Nessuno mi può giudicare di Massimiliano Bruno) o dove il personaggio cerca di tenere insieme pretese incompatibili (come in Inception di Christopher Nolan).

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