Non possiamo chiederci cosa sia più importante fra la struttura e il personaggio. Per un motivo molto semplice: la struttura è il personaggio; e il personaggio è la struttura.

Sono la stessa cosa e, di conseguenza, non può esservi fra i due nessuna gerarchia d importanza.
Struttura e personaggio sono interconnessi. Se viene cambiata la struttura, cambia anche il personaggio. E viceversa. Se modifichi il disegno dell’evento in maniera abbastanza significativa, anche il personaggio cambierà di conseguenza; se modifichi il personaggio abbastanza in profondità, anche la struttura dovrà cambiare per adeguarvisi.
Supponiamo che la storia contenga un evento centrale in cui il protagonista, in grave pericolo sceglie di dire la verità. L’autore sente però che la prima stesura non funziona. Mentre, riscrivendo, studia questa scena, decide che il personaggio mentirà e cambia il disegno della storia ribaltando quell’azione. Da una stesura all’altra la caratterizzazione del personaggio rimane intatta – si veste allo stesso modo, fa lo stesso lavoro, ride per le stesse barzellette. Ma nella prima stesura è un uomo onesto; nella seconda, un bugiardo. Capovolgendo un evento, lo sceneggiatore crea un personaggio completamente nuovo.
Per questo motivo l’espressione “storia mossa dal personaggio” è pleonastica. Tutte le storie sono “mosse dai personaggi”. Il disegno degli eventi e il disegno dei personaggi sono speculari. Il personaggio può essere espresso con profondità solo attraverso il disegno della storia (pp. 103-109).


