Un titolo può sembrare una considerazione semplice, ma per la maggior parte dei casi esso è il nome che il tuo romanzo avrà per tutto il resto della sua vita.

Cominciamo dalle considerazioni commerciali. In termini di vendita del libro, prima a un editore e poi al pubblico, semplice è bene, semplice e accattivante è meglio.
I titoli molto brevi vanno sempre per la maggiore: Fight Club, Oceano mare, Piovono morti. Ma anche quelli leggermente più lunghi: Pazza da uccidere, Gli amori ridicoli, Cuore di tenebra.
La qualità accattivante di un titolo può derivare dal suo suono letterario: La valle dell’eden, Via col vento. O dal gergo professionale dei personaggi (questo sarebbe inoltre un modo di enfatizzare ciò che conta): A te la linea, Fred per un reporter; oppure Auto 54, dove siete? per un pezzo sui poliziotti nel Bronx.
Meglio scegliere titoli brevi e accattivanti, facili da ricordare (pp. 184-185).


