Scelta morale

Il tema centrale di una storia si identifica spesso con la scelta morale che il protagonista deve compiere, in genere verso la fine. Questo tema, di solito, racchiude in sé la visione del mondo dell’autore, riflette il suo punto di vista morale ed è uno dei motivi che lo spingono a scrivere.

È attraverso la struttura narrativa che il tema centrale trova la sua massima espressione, attraverso quella che io definisco l’argomentazione morale. È qui che l’autore dice la sua sul mondo, non per mezzo di trattazioni filosofiche ma attraverso le azioni dei personaggi e gli obiettivi che questi perseguono e il momento fondamentale è la scelta morale che il protagonista compie alla fine (p. 27).

Quindi: è possibile trattare un tema morale dal punto di vista narrativo, ma, appunto, in modo narrativo, senza mandare messaggi espliciti. (È attribuita a Samuel Goldwyn la battuta: «Se volete mandare un messaggio, rivolgetevi alla Western Union» – p. 73. In italiano potrebbe suonare così: “Se vuoi mandare un messaggio, scrivi un telegramma, non un romanzo”).

La maggior parte degli scrittori esprime la propria visione morale quasi esclusivamente attraverso i dialoghi, cosicché i principi morali finiscono per prendere il sopravvento. […] I personaggi non devono apparire come i portavoce dell’autore; i grandi scrittori veicolano la propria visione morale un po’ alla volta e in modo sottile, per lo più attraverso la struttura narrativa e il modo in cui l’eroe affronta una data situazione. Per meglio dire, la vostra visione morale dovrà emergere attraverso il modo in cui il vostro eroe perseguirà il suo obiettivo in competizione con uno o più avversari, e attraverso ciò che questi apprenderà, o non riuscirà ad apprendere, da questo scontro (p. 74).

Attenzione: a volte si può cadere nell’errore di mettere i propri eroi di fronte a una falsa scelta, che preveda un’opzione positiva e una negativa, come può esserlo ad esempio andare in prigione e conquistare l’amore di una donna: è chiaro che si tratta di una decisione scontata. In una vera scelta, al contrario, il personaggio dovrà oscillare fra due scelte parimenti (o quasi) positive, ovvero essere costretto a scegliere il meno peggio tra due alternative ugualmente penose. Un esempio classico di scelta difficile è quella tra l’amore e l’onore.

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