Una madre scopre di nascosto che il figlio si droga. Il figlio sa che lei lo sa. Lei gli prepara la colazione e comincia a parlare…

- Sarebbe troppo semplice e banale – cane-cane, gatto-gatto (frase di gergo dal significato facilmente intuibile, che indica la duplicazione di un dato già fornito il ritorno pleonastico di un segnale) – che lei gli dicesse subito: «Ho scoperto che ti droghi!». Il lettore è informato di tutto, anche che il ragazzo si è accorto di essere stato smascherato. Se parlano d’altro, se lei gli racconta, che so, una birichinata che ha fatto da ragazzina, il lettore si incuriosisce, si chiede quali sono le sue intenzioni, in che modo entrerà in argomento e anche, contemporaneamente, se il ragazzo, prima o dopo, rivelerà di sapere che lei è al corrente del dramma. I personaggi raccontano se stessi, il loro modo “particolare” di essere al mondo. Un personaggio si può tratteggiare nella sua essenza ineffabile solo nell’incontro con gli altri.


