Esistono diverse forme di umorismo che è possibile utilizzare in narrativa. Eccone alcune:

- umorismo giocato sull’assurdo (i personaggi si trovano in situazioni così insolite e, di conseguenza, si ritrovano a fare cose talmente fuori dall’ordinario, che è impossibile non sorriderci
- umorismo alla Gogol’ (che fa degli stereotipi un uso comico: nelle Anime morte ad esempio descrive un gigante in questi termini: “«”Era alto oltre due metri, in altre parole, un dentista nato”, ironizzando sul fatto che la categoria dei dentisti, più che della competenza, si vale della forza fisica nell’estrarre i denti).
- umorismo alla Wilde (fondato su capovolgimenti inattesi: Wilde prende un cliché, ne sostituisce un elemento con il suo opposto e lo trasforma in qualcosa di sorprendente: “Aveva una di quelle tipiche facce inglesi che, viste una volta, non si ricordano più”).
- umorismo basato sul fraintendimento verbale: “Perdere un genitore può capitare a chiunque, ma perderli entrambi rasenta la sbadataggine” (anche questa è di Wilde).


