È una tecnica che punta ad aumentare il ritmo della narrazione lasciando in sospeso la conclusione di un capitolo o di una scena.
I lettori hanno un rapporto di amore-odio con l’incertezza, e il compito di uno scrittore è sfruttare questo elemento. Ricorda: un cliffhanger non vuol dire per forza lasciare un personaggio appeso a un tetto. Se i personaggi stanno conversando, termina il capitolo con una rivelazione, una minaccia o una sfida (p. 71).

Il cliffhanger è una buona tecnica e, ferma restando l’esigenza di usare con moderazione qualsiasi tecnica (anche la migliore, se usata dappertutto, finisce per estenuare l’aspettativa del lettore), il consiglio è di farne l’uso più ampio possibile.
Non tutte le scene possono finire con un cliffhanger, ma, quando possibile, termina nel mezzo di un’azione o con una questione irrisolta. Se noti che poche scene finiscono con un cliffhanger, prova a tagliare via gli ultimi paragrafi per vedere se così la scena migliora (p. 35).


