Cambi di soggetto e concordanza a senso

Avendo bevuto, l’auto sbandò.

Detto così, sembra che l’auto avesse bevuto. Meglio:

L’auto sbandò perché avevo bevuto.

I cambi di soggetto possono essere subdoli e non facili da rintracciare; occorre dunque la massima attenzione. Soprattutto quando un cambio di soggetto dia luogo a effetti comici che sminuiscono la narrazione (e l’autore):

A lungo pensieroso, il tè si raffreddò nella tazza.

Il tè… era pensieroso? Meglio:

A lungo pensieroso, restò immobile fino a quando il tè si fu raffreddato nella tazza.

C’è poi la questione della concordanza fra il soggetto e il verbo:

gran parte degli studenti escono dalla scuola dell’obbligo senza le conoscenze adeguate

un oceano di lavoratori hanno protestato davanti al palazzo del Ministero

sono scorrette, in quanto il soggetto al singolare (un milione, gran parte, un oceano) non concorda con il verbo al plurale (bevono, escono, hanno protestato). Meglio:

gran parte degli studenti esce dalla scuola dell’obbligo senza le conoscenze adeguate

un oceano di lavoratori ha protestato davanti al palazzo del Ministero

Tuttavia, correttezza formale a parte, va tenuto presente che nell’italiano – tanto il parlato quanto lo scritto – è diffusa e accreditata anche la concordanza a senso.

Concordanza a senso

Si parla di concordanza a senso quando ci si discosta dalle regole grammaticali relative alla concordanza tra gli elementi del discorso (cfr. il paragrafo Cambi di soggetto) preferendo di stabilire una concordanza basata sul senso della frase.

È un tipo di concordanza dagli ascendenti illustri; lo ritroviamo in Palomar di Italo Calvino:

solo un piccolo numero di questi erano adatti a entrare nel libro

e perfino nella Divina Commedia:

sì de la scheggia rotta usciva insieme / parole e sangue

dove Dante usa usciva anziché uscivano a proposito di parole e sangue.

I tipi di concordanza a senso più diffusi si hanno quando:

  • un complemento partitivo regge una proposizione relativa; in quel caso il verbo concorda con il soggetto (anziché con il partitivo)

Italo è uno di quelli che darebbero la vita per la patria (concordanza secondo la grammatica)

Italo è uno di quelli che darebbe la vita per la patria (concordanza a senso)

  • un soggetto collettivo regge un partitivo e si ha una concordanza al plurale (privilegiando il senso) anziché al singolare (come vorrebbe la grammatica)

un milione di italiani beve a rischio (concordanza secondo la grammatica)

un milione di italiani bevono a rischio (concordanza a senso)

Anche se si tratta di forme ormai usuali, anche sui giornali (la seconda in particolare) è consigliabile seguire uno stile grammaticalmente corretto (a meno che una specifica esigenza, ad esempio di chiarezza, o di incisività, non suggerisca una deviazione in tal senso).

È invece da ritenersi errata la concordanza a senso che accompagna un nome collettivo con un verbo plurale:

la gente non hanno voglia di lavorare

Viceversa, l’uso (regionale) del verbo al singolare con un soggetto plurale (che venga dopo il verbo), è diffuso e ammesso:

ci servirebbe gli occhiali

soprattutto con locuzioni come c’è, ce n’è:

ce n’è più di cento, di compratori

Anche qui si ritrovano ascendenti illustri:

Sull’asfalto c’è due mozziconi (Cesare Pavese, “Due sigarette”, in Lavorare stanca)

e altri più moderni:

Di morti che scompaiono nel nulla ce n’è tanti (Alessandro Baricco, Senza sangue).

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