L’incidente scatenante spinge il protagonista alla ricerca di un oggetto di desiderio conscio o inconscio per ristabilire l’equilibrio nella propria vita. Volendo soddisfare questo desiderio intraprende inizialmente un’azione minima per provocare una risposta positiva da parte della sua realtà. L’effetto di questa prima azione è, invece, quello di svegliare, a livello di conflitto interiore, personale o socio/ambientale, le forze antagoniste che si frappongono alla realizzazione del suo desiderio, aprendo così un divario fra aspettativa e risultato.

Una volta aperto il divario, il lettore si rende coto che questo è un punto di non ritorno . Ulteriori sforzi minimi non serviranno. Il personaggio non può ristabilire l’equilibrio nella propria vita attraverso azioni di questa portata. D’ora in poi devono essere eliminate dalla storia tutte le azioni analoghe alla prima compiuta dal personaggio nonché tutte quelle di portata e qualità inferiore.
Rendendosi conto di essere in pericolo, il protagonista ricorre alla forza di volontà e a capacità sempre maggiori per superare il divario e compie una seconda azione più difficile. Di nuovo, però, questo ha l’effetto di provocare le forze antagoniste, aprendo un secondo divario fra aspettativa e risultato.
l lettore si rende conto che anche questo è un punto di non ritorno. Anche azioni di calibro moderato, come la seconda, sono destinate a fallire. Di conseguenza devono ora essere eliminate dalla storia tutte le azioni di questo tipo.
Rischiando ancora di più, il personaggio è costretto ad adattarsi alle mutate circostanze e a intraprendere un’azione che esige ancora più forza di volontà e capacità personali, aspettandosi – o quanto meno augurandosi – una reazione utile o utilizzabile da parte del su mondo. Ma il divario si spalanca ancora una volta mentre forze antagoniste sempre più potenti reagiscono alla sua terza azione.
Il lettore, di nuovo, riconosce che si tratta di un ulteriore punto di non ritorno: neppure azioni piuttosto estreme riusciranno a far ottenere al personaggio ciò che desidera e quindi non vanno più prese in considerazione.
Le progressioni si costruiscono facendo appello a capacità sempre maggiori dei personaggi, esigendo da loro una determinazione sempre più grande, mettendoli sempre più in pericolo, superando costantemente punti di non ritorno, sia per portata sia per qualità dell’azione (pp. 197-198).


