“Un romanzo dove nulla è come sembra”: lo dicono tutti; chi vuoi che compri proprio il tuo? “Un thriller mozzafiato”. Ma sul serio? Quand’è l’ultima volta che un thriller ti ha mozzato il fiato? “Una storia che ti terrà incollato alla pagina”. Preso alla lettera (be’, non proprio alla lettera, se no ci vorrebbe un chirurgo del pronto soccorso), dovresti avere un cliffhanger a ogni capoverso. È così? L’hai fatto davvero?
Non diciamo assurdità. Soprattutto quando si tratta di dirlo con delle frasi fatte che, come ogni cliché, perdono qualunque sapore e qualunque credibilità. La cosa peggiore è che il lettore si fa l’idea di un libro prima di cominciare a leggerlo, proprio a partire dagli slogan promozionali, dalla quarta di copertina ecc. E, a leggere cose come quelle, si fa l’idea che anche l’autore scriva così. Con delle frasi fatte che appiattiscono la narrazione e la rendono uguale a ogni altra. Quindi la domanda è proprio quella d’apertura: chi vuoi che legga proprio il tuo?

Cerca di distinguerti. E se il consiglio è valido in generale da un punto di vista commerciale, a ben vedere lo è ancora di più dal punto di vista artistico. Non è il tuo stile quello che stai cercando di esprimere attraverso i romanzi che scrivi? (Oppure, mi sta sfuggendo qualcosa: perché li scrivi?)
Rendi unica la tua voce. Così, anche la tua storia sarà unica. Un romanzo richiede moltissime ore di lavoro, fatica, rinunce, isolamento. Quale ricompensa migliore che poter rileggere e pensare “Cavolo, quella volta ho fatto veramente un buon lavoro”.


