(Visualizzazione dello spazio che si trova intorno a quello occupato dai personaggi)
La cucina era piena di una luce grigia che arrivava dall’unica finestra chiusa, all’altezza del lavello. La luce di ogni mattina, da parecchio tempo.
Lui la aggredì. Era un uomo alto ma privo di nerbo, di quelli che a vederli pensi subito che potrebbero spezzarsi con un semplice passo di troppo. In piedi sulla soglia, nel suo completo grigio che teneva a qualunque ora del giorno, anche in casa, la guardava di spalle, all’altro capo della stanza.
Lei si difese. Fuori annuvolava e la luce nella stanza si fece ancora più grigia. Le cose sbiadivano alla vista, come se stessero perdendo consistenza.

[Fuori il tempo peggiorava, la stanza divenne più buia e ci si vedeva peggio.]
NOTA: Non rileva qui che lo spazio dei personaggi sia chiuso all’esterno (una stanza) o aperto (in mezzo a un prato). Lo spazio vicino ai personaggi e l’insieme delle cose che lo occupano – tavoli, sedie, apparecchi; oppure, panchine, barbecue, cestini da pic-nic – è sempre caratterizzato diversamente da quello esterno – che ha a che fare più tipicamente con gli elementi – vento, pioggia, neve – e con la prerogativa di essere sconfinato (orizzonte), per cui possono rientrarvi anche cose al momento lontane e appena percettibile (un vortice in avvicinamento).
