In genere questa domanda presuppone che debba essere qualcun altro a farlo: ad es., l’editore. Oppure che non dovresti essere tenuto a impegnarti nella promozione del tuo libro perché, insomma, tu l’hai scritto: adesso siano gli altri ad andare a leggerselo. Tuttavia, i motivi per cui dovresti promuovere il tuo libro – e volentieri, per giunta – ci sono.
Innanzitutto, chiariamoci: hai scritto la parola “FINE”, o hai già completato il ciclo delle tante revisioni di cui ogni testo ha bisogno prima di diventare presentabile a un editore?
«La tecnica non serve: basta l’ispirazione». «Le scuole di scrittura producono autori fatti con lo stampino». «Le tecniche imprigionano il talento». Sono obiezioni che vengono fuori in maniera ricorrente fra chi scrive. Obiezioni a che? All’idea fondamentale che, come in tutte le cose, se si vuol scrivere bene bisogna impegnarsi. Anche studiando. Obiezioni che hanno una fonte comune: la paura. Forse l’hai provata anche tu: anche tu ti sei sentito animato dal fuoco della passione per il raccontare storie, e hai avuto paura che questo fuoco potesse spegnersi… a causa della tecnica. Perché «la tecnica ci rende tutti uguali», «ci soffoca la spontaneità» eccetera eccetera.
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