Cosa può fare per me una casa editrice? – I dubbi dello scrittore #4

È la domanda che ti sei fatto quando hai  scritto la parola “FINE” al termine del tuo romanzo e hai accarezzato l’ipotesi di autopubblicarlo: per non perdere tempo in attesa delle risposte, per non dover sottostare “ai meccanismi del mercato editoriale”, per non dover incassare i rifiuti. Hai letto qua e là elogi del self-publishing e la lampadina ti si è accesa; poi però ti è venuto il dubbio che le cose potessero stare diversamente, e allora ti sei domandato quali differenze ci siano tra il pubblicare in proprio e il farlo con una casa editrice.

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Perché dovrei essere io a promuovere il mio libro? – I dubbi dello scrittore #3

In genere questa domanda presuppone che debba essere qualcun altro a farlo: ad es., l’editore. Oppure che non dovresti essere tenuto a impegnarti nella promozione del tuo libro perché, insomma, tu l’hai scritto: adesso siano gli altri ad andare a leggerselo. Tuttavia, i motivi per cui dovresti promuovere il tuo libro – e volentieri, per giunta – ci sono.

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A che serve la tecnica? – I dubbi dello scrittore #1

«La tecnica non serve: basta l’ispirazione». «Le scuole di scrittura producono autori fatti con lo stampino». «Le tecniche imprigionano il talento». Sono obiezioni che vengono fuori in maniera ricorrente fra chi scrive. Obiezioni a che? All’idea fondamentale che, come in tutte le cose, se si vuol scrivere bene bisogna impegnarsi. Anche studiando. Obiezioni che hanno una fonte comune: la paura. Forse l’hai provata anche tu: anche tu ti sei sentito animato dal fuoco della passione per il raccontare storie, e hai avuto paura che questo fuoco potesse spegnersi… a causa della tecnica. Perché «la tecnica ci rende tutti uguali», «ci soffoca la spontaneità» eccetera eccetera.

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