Leggere

Che per scrivere si debba leggere, e tanto, non lo dico io.

Lo dice il Re:

Se volete diventare scrittori, dovete leggere e scrivere un sacco. Che io sappia, non ci sono alternative o scorciatoie. Pur non essendo un fulmine, divoro un’ottantina di libri all’anno, quasi solo romanzi. Ogni libro contiene un paio di lezioni, e spesso quelli scadenti hanno più da insegnare di quelli validi. Leggendo robaccia si imparano con estrema chiarezza gli errori da evitare. D’altro canto, la buona scrittura insegna all’autore alle prime armi uno stile adeguato, una narrazione consona, uno sviluppo coerente della trama, la creazione di personaggi credibili e una sincerità di fondo. E così leggiamo per renderci conto con i nostri occhi di mediocrità assortite e porcherie abissali, un’esperienza che ci aiuta a riconoscere certe nefandezze quando cercano di insinuarsi nel nostro lavoro, e a tenercene lontani. Leggiamo anche per confrontarci con i grandi e i grandissimi, per avere un’idea di quanto si può fare. E leggiamo per apprezzare tanti stili diversi.

Quindi, poche scuse:

A costo di essere brutalmente sincero, se non hai tempo per leggere, non hai nemmeno il tempo (o gli attrezzi necessari) per scrivere.

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